Come coltivare il rapporto con il cliente nel follow-up post conclusione

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Una pratica di finanziamento può concludersi con un esito positivo oppure negativo. In entrambi i casi, però, non dovrebbe concludersi anche il rapporto con la persona che ha chiesto supporto.

Il follow-up post conclusione è il momento in cui il consulente dimostra attenzione, chiarezza e disponibilità anche dopo la fase più operativa della pratica. Non serve a contattare il cliente in modo insistente, ma a chiudere bene un percorso, rispondere a eventuali dubbi e mantenere una relazione professionale nel tempo.

Nella mediazione creditizia, il cliente non ricorda soltanto l’esito ricevuto. Ricorda come è stato ascoltato, quanto sono state chiare le comunicazioni e se ha percepito presenza anche dopo la conclusione della richiesta.

Cos’è il follow-up post conclusione?

Il follow-up post conclusione è l’insieme delle attività svolte dopo la chiusura di una pratica.

Può comprendere:

  • La comunicazione dell’esito della richiesta.
  • Il ringraziamento per la fiducia accordata.
  • La disponibilità a chiarire dubbi successivi.
  • Un contatto di cortesia dopo qualche tempo.
  • La richiesta di un feedback sull’esperienza.
  • Messaggi legati a ricorrenze o festività.
  • La gestione di eventuali segnalazioni spontanee.

Il punto non è inviare messaggi a tutti con la stessa frequenza, ma capire quando un contatto può essere utile, rispettoso e coerente con la relazione costruita.

Un buon follow-up aiuta il cliente a sentirsi considerato come persona, non come una pratica archiviata.

Perché il follow-up è importante?

Nel settore dei servizi, il rapporto con il cliente non dipende solo dalla proposta iniziale o dall’esito della pratica. Dipende anche da ciò che accade dopo.

Un cliente può avere bisogno di chiarimenti, può voler comprendere meglio un passaggio del percorso oppure può apprezzare un contatto professionale e non invasivo. La continuità della relazione può contribuire a rafforzare fiducia, soddisfazione e disponibilità a ricordare il consulente in futuro.

Il relationship marketing parte proprio da questa idea: una relazione non si esaurisce nella singola operazione, ma si costruisce attraverso ascolto, comunicazioni utili e attenzione costante alle esigenze del cliente. Uno studio pubblicato su Scientific Bulletin – Economic Sciences definisce il relationship marketing come il processo di creazione, mantenimento e miglioramento di relazioni solide con la clientela, collegandolo alla capacità delle imprese di trattenere i clienti nel tempo (Relationship Marketing and Customer Retention).

Questo non significa che ogni cliente ricontattato tornerà a chiedere consulenza o farà una segnalazione. Significa però che la qualità della relazione può influenzare il modo in cui il cliente ricorda l’esperienza.

Anche il passaparola nasce più facilmente quando la persona si sente trattata bene. Una ricerca pubblicata sul Journal of Marketing evidenzia un legame tra soddisfazione, fiducia e propensione del cliente a effettuare referral. Il referral non può essere dato per scontato, ma la relazione costruita dopo il servizio può contribuire a renderlo più probabile (Customer Referrals and the Relationship between Customer Satisfaction, Loyalty and Referrals).

Come gestire il follow-up dopo un esito negativo?

Un esito negativo può essere un momento delicato.

Il cliente può sentirsi deluso, preoccupato o confuso. In questi casi, il silenzio rischia di peggiorare l’esperienza. Un messaggio chiaro e rispettoso può invece aiutare a chiudere il percorso con maggiore serenità.

Il consulente non deve promettere risultati futuri, né indicare con certezza quando una nuova richiesta potrà essere valutata positivamente. Può però restare disponibile per fornire chiarimenti e per riesaminare la situazione quando emergono condizioni concrete per farlo.

Quali sono gli obiettivi del follow-up negativo?

  • Comunicare l’esito con chiarezza e rispetto.
  • Lasciare spazio alle domande del cliente.
  • Evitare tecnicismi inutili.
  • Non formulare promesse che non possono essere mantenute.
  • Mantenere un canale di comunicazione aperto.
  • Far capire al cliente che potrà richiedere un nuovo confronto in futuro.

Quale messaggio inviare dopo un esito negativo?

“Buongiorno [Nome], La informo che la richiesta non ha avuto esito positivo presso il finanziatore contattato.

Resto a disposizione per chiarire gli aspetti della pratica che possiamo approfondire insieme e per valutare, nel tempo, eventuali nuove possibilità compatibili con la Sua situazione.

La ringrazio per la fiducia e Le porgo un cordiale saluto.”

Questo messaggio non attribuisce cause non confermate al rifiuto e non crea aspettative irrealistiche. Mantiene un tono professionale, umano e disponibile.

Come gestire il follow-up dopo un esito positivo?

Anche dopo una conclusione positiva è utile dedicare un momento alla relazione.

Il cliente ha affrontato un percorso che può aver richiesto documenti, attese, confronti e decisioni. Un messaggio di ringraziamento non dovrebbe essere una formula automatica, può confermare che il consulente resta disponibile anche dopo la conclusione della pratica.

È importante utilizzare parole precise. Delibera positiva, contratto perfezionato ed erogazione possono indicare momenti diversi. Il messaggio deve quindi fare riferimento alla fase effettivamente raggiunta.

Quali sono gli obiettivi del follow-up positivo?

  • Confermare con chiarezza lo stato della pratica.
  • Ringraziare il cliente per la fiducia.
  • Verificare se sono rimasti dubbi o aspetti da chiarire.
  • Offrire un punto di contatto per eventuali esigenze future.
  • Raccogliere un feedback sull’esperienza.
  • Consolidare il rapporto in modo naturale.

Quale messaggio inviare dopo un esito positivo?

“Buongiorno [Nome], Le confermo che la pratica ha raggiunto la fase di [delibera positiva / perfezionamento del contratto / erogazione, secondo il caso].

La ringrazio per la fiducia accordata durante il percorso. Resto a Sua disposizione per eventuali dubbi o chiarimenti relativi alla pratica.

Un cordiale saluto.”

Dopo alcuni giorni, può essere utile inviare un breve messaggio di verifica:

“Buongiorno [Nome], desideravo sapere se è tutto chiaro rispetto alla conclusione della pratica e se posso esserLe utile per qualche chiarimento.

Resto a disposizione, senza impegno, qualora desiderasse confrontarsi.”

Come chiedere un feedback al cliente?

Chiedere un feedback può essere utile per capire come il cliente ha vissuto il percorso.

Non deve diventare una richiesta insistente di recensioni o segnalazioni. Deve essere un invito semplice, facoltativo e rispettoso.

Un feedback può aiutare a individuare punti da migliorare, ad esempio:

  • Comunicazioni poco chiare.
  • Tempi di risposta percepiti come lunghi.
  • Passaggi documentali difficili da comprendere.
  • Aggiornamenti insufficienti durante la pratica.
  • Aspetti del servizio che il cliente ha particolarmente apprezzato.

Esempio di richiesta feedback

“Buongiorno [Nome], se Le fa piacere, vorrei chiederLe un breve riscontro sulla Sua esperienza con noi.

Anche poche righe possono aiutarci a migliorare il modo in cui seguiamo i clienti. La ringrazio per il tempo che vorrà dedicarci.”

Ascoltare un feedback negativo è altrettanto importante quanto raccogliere un commento positivo. Una critica può indicare un passaggio del processo da semplificare, una comunicazione da rendere più chiara o un’esigenza che non è stata compresa fino in fondo.

Quali ricorrenze e contatti di cortesia utilizzare?

Le ricorrenze possono essere un modo semplice per mantenere un rapporto umano.

Un messaggio di compleanno, un augurio per le festività o un saluto di inizio anno non devono diventare una sequenza automatica priva di attenzione. Funzionano meglio quando sono brevi, discreti e coerenti con il tono della relazione.

Non è necessario trasformare ogni ricorrenza in un’occasione per parlare di prodotti o pratiche. In molti casi, un augurio educato è sufficiente.

RicorrenzaQuando inviarlaObiettivo del messaggioTono consigliato
CompleannoIl giorno stesso o il giorno precedenteMostrare attenzione personaleBreve e cordiale
FestivitàUna volta nel periodo festivoMantenere un contatto leggeroSobrio e rispettoso
Nuovo annoNei primi giorni di gennaioRingraziare e augurare un buon annoProfessionale e umano
Contatto dopo alcuni mesiQuando esiste un motivo concretoVerificare se sono necessari chiarimentiDisponibile e non invasivo
Anniversario della praticaSolo se coerente con il rapportoRicordare la propria disponibilitàDiscreto e professionale

Esempio di messaggio di compleanno

“Buongiorno [Nome], Le porgo i miei migliori auguri per il Suo compleanno.

Un cordiale saluto.”

Esempio di messaggio per le festività

“Buongiorno [Nome], desidero porgerLe i miei migliori auguri per le festività.

Grazie ancora per la fiducia accordata. Un cordiale saluto.”

Esempio di contatto dopo alcuni mesi

“Buongiorno [Nome], spero stia bene. Le scrivo per sapere se, dopo la conclusione della pratica, sono emersi dubbi o necessità di chiarimento.

Resto a disposizione qualora desiderasse confrontarsi.”

Quanto spesso contattare il cliente?

Non esiste una frequenza ideale valida per tutti i clienti.

La scelta dipende dal rapporto costruito, dal tipo di pratica, dalla preferenza del cliente, dal canale di comunicazione e dall’utilità reale del messaggio. Il rischio principale è l’eccesso, contatti troppo frequenti possono essere percepiti come pressione, non come attenzione.

Un protocollo semplice può prevedere alcuni momenti fondamentali.

MomentoAzione consigliataObiettivo
Conclusione della praticaComunicare l’esito in modo chiaroChiudere correttamente il percorso
Pochi giorni dopoVerificare se il cliente ha dubbiOffrire supporto concreto
Dopo alcuni mesiContatto leggero, se utileMantenere il rapporto
Ricorrenze selezionateAugurio breve e rispettosoUmanizzare la relazione
Nuova richiesta del clienteRisposta tempestiva e contestualizzataRafforzare fiducia e disponibilità

Prima di inviare un messaggio, può essere utile porsi una domanda: questo contatto porta valore al cliente oppure serve solo a mantenere attiva una sequenza automatica?

Se non aggiunge nulla, è meglio non inviarlo.

Qual è il ruolo del CRM nel follow-up?

Un CRM può aiutare a mantenere ordine e continuità nel rapporto con il cliente.

Non dovrebbe essere usato solo come archivio di pratiche e dati di contatto. Può diventare uno strumento utile per ricordare le comunicazioni già inviate, le richieste fatte dal cliente, gli eventuali dubbi emersi e le attività da svolgere.

Le informazioni più utili da tracciare nel CRM sono:

  • Stato e data di conclusione della pratica.
  • Ultima comunicazione inviata.
  • Eventuali richieste o dubbi del cliente.
  • Canale di contatto preferito.
  • Feedback ricevuti.
  • Promemoria per contatti futuri realmente utili.
  • Segnalazioni ricevute e loro provenienza.
  • Note sintetiche che aiutino a ricordare il contesto della relazione.

Il CRM deve supportare il consulente, non sostituire l’attenzione personale.

Un messaggio automatico può essere un buon promemoria. Prima dell’invio, però, è importante verificare che il contenuto sia appropriato, che il nome del cliente sia corretto e che il contatto sia davvero opportuno.

Quali errori evitare nel follow-up?

  • Interrompere ogni contatto subito dopo la chiusura della pratica.
  • Usare messaggi identici per clienti e situazioni molto diverse.
  • Contattare il cliente soltanto quando serve una nuova pratica.
  • Fare promesse su future approvazioni o risultati.
  • Confondere disponibilità con insistenza.
  • Chiedere referral prima di aver consolidato il rapporto.
  • Trasformare un messaggio di auguri in una proposta commerciale.
  • Non registrare le comunicazioni importanti nel CRM.
  • Inviare troppi messaggi in un periodo breve.
  • Usare un linguaggio freddo, burocratico o poco chiaro.

Checklist operativa del follow-up post conclusione

Prima di inviare una comunicazione, il consulente può verificare questi punti:

  • Ho chiaro il motivo del contatto?
  • Il messaggio è utile per il cliente?
  • Sto usando un tono rispettoso e comprensibile?
  • Le informazioni sulla pratica sono precise?
  • Ho evitato promesse e affermazioni non verificabili?
  • Il testo è troppo commerciale o insistente?
  • Il cliente potrebbe avere bisogno di un chiarimento concreto?
  • Ho controllato nome, stato della pratica e ultimo contatto?
  • Ho registrato l’azione nel CRM?
  • Questo messaggio rende il rapporto più umano e professionale?

FAQ

Quanto tempo dopo la conclusione conviene contattare il cliente? Un primo contatto può coincidere con la comunicazione dell’esito oppure arrivare poco dopo. L’obiettivo è verificare che il cliente abbia compreso la situazione e sappia a chi rivolgersi per eventuali dubbi.

Cosa dire a un cliente dopo un esito negativo? Comunica l’esito con chiarezza e rispetto. Evita promesse e spiegazioni non confermate. Offri disponibilità per chiarimenti e per un eventuale confronto futuro, se cambiano le condizioni della persona.

È corretto chiedere referral dopo una pratica? Può essere corretto se viene fatto con discrezione e solo dopo aver costruito un rapporto positivo. La priorità dovrebbe restare la qualità dell’esperienza del cliente, non la richiesta immediata di segnalazioni.

Quali ricorrenze sono più adatte per mantenere il contatto? Compleanno, festività e nuovo anno sono occasioni semplici. Possono essere utili anche contatti successivi alla pratica, ma solo se hanno un motivo concreto e non risultano invasivi.

Quanti messaggi inviare durante l’anno? Non esiste un numero valido per tutti. È meglio inviare pochi messaggi utili e coerenti con il rapporto rispetto a molte comunicazioni automatiche e impersonali.

Il CRM può rendere il follow-up meno umano? Solo se viene usato per automatizzare ogni messaggio senza controllo. Se impiegato bene, il CRM aiuta invece a ricordare contesto, esigenze e comunicazioni precedenti, rendendo il contatto più pertinente.

Conclusione

Il follow-up post conclusione è una parte importante della relazione con il cliente nella mediazione creditizia.

Un esito negativo gestito con chiarezza, un ringraziamento sincero dopo una conclusione positiva, un contatto utile dopo qualche tempo o un augurio discreto possono contribuire a costruire fiducia nel tempo.

Non servono messaggi frequenti, promesse facili o pressioni commerciali. Serve un metodo semplice: ascoltare, ricordare il contesto, comunicare con rispetto e restare disponibili quando il cliente ne ha davvero bisogno.

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