Acquistare una casa da ristrutturare può essere un’ottima opportunità per avere l’abitazione dei propri sogni a un prezzo più contenuto. Spesso, però, i lavori di ristrutturazione richiedono somme importanti, e per affrontarli è necessario ricorrere a un finanziamento. In questi casi, le opzioni principali sono due: mutuo per ristrutturazione o prestito personale. Ma come capire quale sia la soluzione più adatta?
Mutuo per ristrutturazione: come funziona
Il mutuo per ristrutturazione è pensato per chi deve affrontare lavori significativi e desidera richiedere un importo elevato. La procedura è simile a quella di un mutuo tradizionale per l’acquisto della casa: occorrono documenti di identità, dichiarazioni dei redditi e certificazioni che dimostrino la capacità di rimborso, ma anche documenti catastali, permessi edilizi e preventivi dei lavori da eseguire.
Il mutuo può coprire fino all’80% del valore dell’immobile e può essere richiesto per lavori di piccola manutenzione, interventi straordinari o grandi opere che modificano l’aspetto dell’abitazione. Se si tratta della prima casa, il mutuo permette di usufruire delle agevolazioni fiscali previste per la prima casa, come la detrazione del 19% sugli interessi passivi fino a 4.000 euro all’anno.
In alcuni casi, se l’importo richiesto è molto elevato o superiore al valore attuale dell’immobile, la banca può proporre un mutuo SAL (Stato Avanzamento Lavori). Questo tipo di mutuo eroga l’importo in tranche, man mano che i lavori avanzano e un perito verifica l’aumento del valore dell’immobile.
Prestito personale: quando conviene
Il prestito personale è invece indicato per importi più contenuti, fino a circa 70.000 euro. Non richiede garanzie ipotecarie, l’erogazione è rapida (da 24 ore a 15 giorni) e i costi accessori sono più bassi rispetto al mutuo. Tuttavia, non permette di usufruire delle detrazioni sugli interessi passivi.
Quanto chiedere e quale durata scegliere
La scelta dell’importo da richiedere dipende dall’entità dei lavori. Se la spesa è contenuta, il prestito può essere sufficiente; per importi più alti, è preferibile il mutuo. La durata del finanziamento influisce sull’ammontare della rata: più lunga è la durata, più bassa sarà la rata mensile, ma maggiore sarà il totale degli interessi pagati. Per mutui, la durata può arrivare fino a 30-35 anni; per prestiti personali, al massimo 10 anni.
Tassi e costi accessori
Per confrontare mutuo e prestito è importante considerare non solo il tasso nominale (TAN), ma anche il TAEG, che include tutte le spese accessorie. Nel prestito personale per ristrutturazione, il TAEG può oscillare tra il 5,44% e il 7,98%, mentre per il mutuo ristrutturazione il tasso fisso può variare tra l’1,50% e il 2,08% e quello variabile tra lo 0,78% e lo 0,83%.
Oltre agli interessi, il mutuo comporta costi aggiuntivi come perizia, atto notarile e assicurazione incendio; nel prestito personale, invece, i costi accessori sono generalmente più contenuti e riguardano istruttoria, gestione rata, assicurazione e imposta di bollo.
Garanzie e tempistiche
Il mutuo richiede una garanzia reale sotto forma di ipoteca sull’immobile e un reddito fisso sufficiente a sostenere le rate. Il prestito personale, invece, non necessita di garanzie reali. Anche i tempi di erogazione differiscono: il mutuo richiede mediamente 60 giorni, mentre il prestito personale può essere erogato in pochi giorni.
Detrazioni fiscali
Dal punto di vista fiscale, il mutuo per prima casa risulta più conveniente: oltre alla detrazione del 19% sugli interessi passivi, tutti i proprietari possono godere della detrazione Irpef pari al 50% sulle spese di ristrutturazione, fino a un massimo di 96.000 euro da ripartire in 10 anni. Il prestito personale, invece, non permette la detrazione degli interessi, ma consente comunque di accedere alle detrazioni fiscali previste per i lavori di ristrutturazione.
Conclusioni
Scegliere tra mutuo e prestito per l’acquisto di una prima casa da ristrutturare dipende da diversi fattori: l’importo necessario, la durata desiderata del finanziamento, le garanzie disponibili e le agevolazioni fiscali. Il mutuo rappresenta la scelta ideale per lavori importanti e importi elevati, mentre il prestito personale è indicato per interventi più contenuti e tempi di erogazione rapidi. Valutare attentamente tutte le opzioni permette di affrontare i lavori di ristrutturazione con serenità, ottimizzando costi e vantaggi fiscali.

