La Carta dei Valori

Costruiamo il nostro successo mantenendo le promesse.

Sono orgoglioso di presentare il Codice Etico PrestitoSì che raccoglie e proietta nel futuro quei valori, quegli impegni e quelle responsabilità di correttezza e trasparenza, che da sempre fanno parte del nostro modo di fare e di pensare.

Con questo Codice abbiamo deciso di formalizzare e consolidare una serie di principi che sono parte naturale del patrimonio aziendale del nostro gruppo, ribadendo le regole non scritte che derivano dal nostro modo quotidiano di agire e che dovranno continuare a trovare riscontro in tutto ciò che faremo domani.

Questi principi sono, infatti, alla base del nostro operare, e il loro rispetto ci ha permesso di superare numerose difficoltà, di guardare sempre avanti con entusiasmo e senso di appartenenza, conseguendo risultati importanti.

È fondamentale rinsaldarli e aggiornarli oggi, in un momento in cui l’Azienda cresce, perché il “saper fare” continui ad andare oltre la produzione e seguiti a dettare buone regole di condotta  e di coesione tra le persone. Tratti che costituiscono i caposaldi della reputazione della nostra PrestitoSì .

È sempre su questi robusti principi che si fonda quella missione per la qualità che ci guida in tutto: dal modo in cui acquistiamo il nostro pomodoro direttamente dalle mani degli agricoltori, ai prodotti che offriamo ai consumatori di tutto il mondo.

Ho la convinzione che fare bene il proprio lavoro significhi innanzitutto dedicarsi ad esso con determinazione, costanza e intelligenza, ma anche con grande passione e sincera onestà.

Grazie a queste forti attitudini abbiamo scritto le pagine più belle della nostra lunga storia e continueremo a farlo domani, orientando i nostri comportamenti nelle relazioni con il mercato – ed in particolare con il consumatore – con la filiera con cui collaboriamo, con le comunità in cui operiamo, con le parti interessate con cui ci confrontiamo, e primariamente con le nostre persone.

Il nostro progredire nell’eccellenza e nella creazione di valore, per l’Azienda e per la società, dipende dalla capacità di ognuno di contribuire a rinforzare concretamente ed efficacemente questi principi in ogni decisione e nelle attività di ogni giorno.

Ci tengo pertanto a condividere questo documento e il Codice di Comportamento, che vogliamo ci caratterizzino e orientino ogni volta, con quella passione per le cose ben fatte che è parte di noi da sempre.

La nostra Carta dei Valori nel dettaglio

I Valori di cui si parla in questa sezione ci rappresentano e ci distinguono. Sono i “nostri” Valori e in questa Carta si sintetizza il risultato di tutto il processo.

Il rispetto, in particolare nelle sue accezioni di valorizzazione, ascolto e trasparenza, è una priorità. L ’obiettivo è far sì che fra dipendenti, agenti, collaboratori, clienti, fornitori, azionisti, comunità civile e generazioni future, i rapporti siano fondati sulla trasparenza e gli interessi siano contemperati e bilanciati dal reciproco rispetto in nome delle diverse esigenze.

Aderire a questo progetto è un impegno. Chi ci crederà lo applicherà quotidianamente.

Perché l’APPARTENENZA è un valore?

APPARTENENZA significa in primo luogo consapevolezza della propria identità che si costruisce e si definisce a partire dall’io.

APPARTENENZA significa poi sentirsi parte di un gruppo e consiste nella condivisione con il gruppo di comportamenti, modi di pensare e atteggiamenti.

Alla base dell’APPARTENENZA si trova un processo di identificazione, in cui la sfera dell’Io si identifica con il Noi, e che permette di riconoscersi e di essere riconosciuti come membri di un gruppo anche attraverso l’assunzione di alcuni segni distintivi.

L’APPARTENENZA diviene consapevole tramite la riflessione sulla propria identità, sui propri valori e sui valori condivisi con i gruppi di cui si fa parte.

Il senso di APPARTENENZA è un Valore in quanto fa da collante tra le persone che, nell’ambito del “clan” al quale sentono di appartenere, collaborano, sviluppano sinergie, solidarietà, profondono un impegno (motivazione) e raggiungono risultati (soddisfacimento di bisogni) che rendono contemporaneamente più forte la persona e il team.

Il Sapere: Bene Comune

Nel passato il Sapere era detenuto da poche persone che lo utilizzavano per accrescere il proprio potere all’interno delle comunità. Si aggiungeva il problema della limitata disponibilità di strumenti per la diffusione del sapere (i papiri, i libri di pergamena) parzialmente ridotto dall’introduzione dei libri di carta prima e degli altri supporti più moderni (i dischi, i filmati, le fotografie, i nastri, ecc.). Con l’avvento del computer e quindi dei supporti digitali e la diffusione di Internet è possibile rivedere i presupposti della diffusione del Sapere.

La COLLABORAZIONE: Sinergia di Sapere

Collaborare (co-labore) vuol dire lavorare insieme, il che implica una condivisione di compiti, con l’esplicita intenzione di “aggiungere valore” al risultato che una persona otterrebbe dall’eseguire il lavoro individualmente. Il concetto di base della collaborazione è espresso dal fatto che due individui si mettono insieme per raggiungere un obiettivo comune.
Il Sapere: Bene Comune

Nel passato il Sapere era detenuto da poche persone che lo utilizzavano per accrescere il proprio potere all’interno delle comunità. Si aggiungeva il problema della limitata disponibilità di strumenti per la diffusione del sapere (i papiri, i libri di pergamena) parzialmente ridotto dall’introduzione dei libri di carta prima e degli altri supporti più moderni (i dischi, i filmati, le fotografie, i nastri, ecc.). Con l’avvento del computer e quindi dei supporti digitali e la diffusione di Internet è possibile rivedere i presupposti della diffusione del Sapere.

La COLLABORAZIONE: Sinergia di Sapere

Collaborare (co-labore) vuol dire lavorare insieme, il che implica una condivisione di compiti, con l’esplicita intenzione di “aggiungere valore” al risultato che una persona otterrebbe dall’eseguire il lavoro individualmente. Il concetto di base della collaborazione è espresso dal fatto che due individui si mettono insieme per raggiungere un obiettivo comune.

Correttezza

Ecco un valore citato in tantissime circostanze; o meglio, purtroppo, ciò che viene spesso citato è il suo opposto, ossia la scorrettezza.

La scorrettezza, ovvero la mancanza di correttezza, viene spesso stigmatizzata come comportamento ingiustamente lesivo di un diritto altrui, quindi potremmo dire che la correttezza inizia con il rispetto dei diritti dell’altro, diritti che non sono dissimili dai nostri e quindi il rispetto (altro valore) è elemento essenziale: non può esserci correttezza senza rispetto.

Onestà intellettuale

E’ la capacità di osservare noi stessi con gli occhi di qualcun altro. Ossia di contemplare le nostre idee e opinioni con distacco, soppesando prove e argomenti per la loro razionalità e non per la soddisfazione che ci danno “di pancia”. Anzi, a maggior ragione, proprio perché sono le nostre idee dobbiamo essere particolarmente spietati ed esigenti con loro e, di fronte all’evidenza dei loro limiti, della loro infondatezza o perfino della loro fallacia, dobbiamo saperli riconoscere.

La cortesia è quella capacità di usare l’intelligenza per tener conto delle circostanze e degli stati d’animo delle persone che ci circondano. La cortesia è una forma di rispetto profondo per l’altro, un riconoscere i suoi bisogni sociali ed emotivi. L’atteggiamento cortese è “strumento di pacificazione”, perché è molto difficile comportarsi in modo ostile di fronte a gentilezze e sorrisi, mentre la villania provoca una reazione automatica di aggressività.

Cortesia: la tua carta vincente!

Nella fretta quotidiana le parole gentili vengono spesso dimenticate. Anche l’abitudine ci spinge spesso a trattare con indifferenza le persone che vediamo tutti i giorni.

Così puoi porvi rimedio:

«vizia» i tuoi colleghi di lavoro ogni mattina con un cortese «buongiorno». Dì anche il nome della persona in modo che il saluto diventi più personale; è vero che la mail è un mezzo di comunicazione molto informale, ma non è una chat. Certo occorre valutare il caso, non esagerare, ma un saluto è sempre gradito …. e non richiede una gran investimento di tempo.

Un sorriso spontaneo aiuta tanto chi lo riceve quanto chi lo dona; quindi, se non hai seri motivi per essere contrariato/a… sorridi;

Un «grazie» e un «per favore» sinceri sono sempre benvenuti; i complimenti sinceri fanno piacere e sono un vero toccasana!

Non dimenticare: niente può sostituire una parola gentile e normalmente viene ricambiata!

Per PrestitoSì agire con responsabilità significa dare valore alle azioni di ciascuno, poiché la nostra condotta produce effetti che possono avere implicazioni a tutti i livelli.

Essere professionali, rispettare gli impegni e considerare e riconoscere il lavoro dei colleghi con i quali siamo chiamati a collaborare, consente all’Azienda di crescere e fornire servizi sempre più efficienti.

In tal senso, tutti noi abbiamo la responsabilità di osservare e promuovere i principi etici aziendali, dando l’esempio concreto che agire con coscienza e rispettare gli impegni presi sono azioni che qualificano la nostra professionalità.

Meritocrazia! Tutti la invocano, ma pare che nessuno la conosca.

Se ognuno di noi scrivesse la sua definizione di “Meritocrazia in azienda” potremmo avere risposte molto interessanti, ma anche molto variegate.

Cos’è il merito? Come si misura? Per effettuare valutazioni, e scelte, MERITOCRATICHE, è indispensabile rispondere a queste domande; allora potremmo essere più confidenti nell’adozione di un modello che premi, in diverse forme, le “persone di merito” ed incentivi tutti gli “Uomini di buona volontà” ad essere meritevoli.

Tuttavia, pur anche in assenza di risposte oggettive, ovvero incontestabili, riconosciute da tutti, la direzione di un’azienda che si sente orientata alla meritocrazia, tenta comunque di applicare criteri meritocratici nella gestione del personale.

Perché lavoriamo?

La risposta che viene automatica è: “per vivere”, ma è una risposta riduttiva. E’ vero, lavoriamo per mangiare, per comprarci i vestiti, per pagare l’affitto di casa o il mutuo, ma la sopravvivenza è solo una delle ragioni per cui facciamo tanta fatica.

In realtà, lavoriamo per soddisfare molti bisogni diversi, non solo materiali, ma anche psicologici ed emotivi, e più esigenze riusciamo a soddisfare con il nostro lavoro, più siamo motivati a svolgerlo con impegno.

La motivazione è strettamente legata alla passione.

Il tempo che dedichiamo all’attività lavorativa rappresenta una parte troppo grande della nostra vita per poterci permettere il lusso di fare qualcosa che non ci piace, in attesa perenne delle vacanze, del fine settimana o della fine della giornata.

Poiché ognuno di noi è motivato da fattori differenti, è importante non stancarsi mai di ricercare e di costruirsi l’attività lavorativa che nel complesso risulti più stimolante e ci consenta di esprimere al meglio le proprie potenzialità e i propri talenti.

Con il termine POSITIVITA’ vogliamo indicare il Valore originato dalla volontà di investire tutto il nostro capitale intellettuale nella valorizzazione di noi stessi, delle persone che ci circondano, dell’ambiente nel quale viviamo compreso, quindi, l’ambiente lavorativo.

La POSITIVITA’ è un Valore prezioso nei momenti difficili: ci aiuta ad affrontare con fiducia anche le sfide più dure, siano esse rappresentate da situazioni personali o, ad esempio, da una congiuntura economica negativa che aggiunge incertezza al nostro futuro. La POSITIVITA ’ci induce alla volontà di darci da fare per non subire passivamente gli eventi ma essere protagonisti nel determinarli e con essi nella determinazione del nostro futuro.

Il RISPETTO è certamente uno dei “valori della vita”.
Il Rispetto verso tutte le persone e le cose che ci circondano, il rispetto per la società e per le regole del vivere civile e, innanzitutto, il rispetto per noi stessi, per le nostre potenzialità intellettive, per il nostro “essere”, per il nostro sapere e saper fare.

La società occidentale ha elaborato tre modalità capaci di portare le persone a meritare o meno rispetto:
La crescita professionale, sviluppando abilità e competenze. La persona di grande intelligenza che spreca il suo talento non ispira rispetto, a differenza di una meno dotata che sfrutta le proprie capacità. Lo sviluppo personale diventa una fonte di stima sociale in quanto la società condanna lo spreco e premia l’uso efficiente delle risorse.
La cura personale. Nel senso di non diventare un onere per gli altri. La persona autosufficiente merita rispetto. Questo modo di guadagnare rispetto deriva dall’avversione per il parassitismo. La società non ama la dissipazione di energie e non desidera essere assillata da richieste ingiustificate.

La leadership non può venire richiesta come un favore, ma deve essere accettata dal gruppo.

error: I contenuti sono Protetti da Copyright !