Crif, primo semestre 2020: mutui in crescita del 4,8%

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Nel primo semestre del 2020 si è registrata una crescita del 4,8% del numero di italiani che hanno attivo un contratto di mutuo. In calo del 3,2% la rata mensile. Se nei primi sei mesi del 2019, la rata media era pari a 362 euro, ora si attesta su 333 euro. Sono queste alcune delle rilevanze emerse dallo studio condotto dalla società di informazioni creditizie Crif.

Nello specifico, tra gennaio e giugno 2020 il 41,3% della popolazione maggiorenne residente in Italia aveva attivo un contratto di credito rateale. Crif ritiene che questa crescita sia dovuta principalmente al calo del costo del denaro, nonché ottime condizioni d’offerta abbinate ad un’alta sostenibilità del debito.

L’esposizione residua, vale a dire l’insieme degli importi pro-capite che rimangono da rimborsare per l’estinzione dei contratti ancora attivi, si è attestata a 32.253 euro, con un calo del -2,5%. Secondo Crif, oltre al calo dei tassi e alla preferenza per piani di rimborso di durata maggiore, questi indicatori risultano in contrazione anche per la più bassa incidenza dei mutui nei portafogli delle famiglie (21,4% sul totale dei finanziamenti ancora in essere). Ad incidere maggiormente sui bilanci familiari sono i prestiti finalizzati (46,2%), a seguire dai prestiti personali (32,8%).

La Toscana è la regione con la quota più alta di popolazione maggiorenne con almeno un rapporto di credito attivo (46,5% del totale). A seguire Friuli-Venezia Giulia (44,9%), Lazio e Sardegna (44,7%), Piemonte (43,6%). La regione i cui abitanti ricorrono meno al credito è il Trentino Alto Adige dove solo il 21,6% della popolazione è in possesso di un contratto di credito ancora in essere. A seguire troviamo la Basilicata (33,2%) ed il Molise (35,5%).

Le Regioni in cui si pagano le rate più alte

Il Trentino Alto Adige si conferma prima anche in un’altra statistica: è la regione in cui la rata media pagata dai suoi abitanti risulta essere di maggiore importo (432 euro). A seguire Veneto e Lombardia (377 euro). Quarto posto per l’Emilia Romagna (358 euro) e la Toscana (349 euro). Tali evenienze sono giustificate dal fatto che in queste regioni si registra un’incidenza maggiore dei mutui per i quali, in genere, la rata mensile è più elevata rispetto alle altre forme di finanziamento. Sotto il profilo socio-economico, non si può non sottolineare come in queste regioni vi sia una disponibilità di reddito maggiore che garantisce una maggiore sostenibilità anche di rate più alte.

Sardegna e Calabria sono le regioni in cui le rate sono più basse (277 euro). Leggermente più alte le rate medie in Sicilia (294 euro). Il dato sembra essere giustificato, tra gli altri fattori, anche dalla maggiore incidenza dei prestiti finalizzati.

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